quarta-feira, 18 de março de 2015

Il Cardinale Burke invita alla pubblica testimonianza


Il Cardinale Burke invita alla pubblica testimonianza

di Cristina Siccardi
 
Conferenza_Biella
 
Conferenza del Cardinale Raymond Leo Burke
Centro Congressi del Palace Hotel Agorà di Biella - 13 marzo 2015
(Foto: Roberto Ramella)
 
«Con amarezza si può affermare che nella società si sta perdendo sempre di più e in un modo spaventosamente rapido tutto il senso del matrimonio, come Dio l’ha iscritto nel cuore umano e come Egli ce l’ha insegnato nelle Sacre Scritture, soprattutto nelle parole di Cristo nel Vangelo», così ha dichiarato il Cardinale Raymond Leo Burke a Biella il 13 marzo scorso, durante la presentazione del libro Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica (Ed.Cantagalli, Siena 2014, pp. 304).
«In altre parole», ha proseguito, «si sta perdendo il senso della natura umana stessa, che ha la sua manifestazione fondamentale nella vocazione matrimoniale e la formazione della famiglia sul fondamento della promessa mutua e solenne, tra un uomo e una donna, di amore totale, totale nel senso di fedeltà e totale nel senso di definitività fino alla morteIn questo contesto dobbiamo interpretare il senso delle discussioni di questo periodo, che possiamo chiamare sinodale, tra la prima Assemblea Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, tenutasi nell’ottobre scorso, e la seconda Assemblea Ordinaria che si terrà nell’ottobre prossimo».
 
L’incontro, accolto con un grande successo di pubblico e promosso dal CNSP (Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum), in collaborazione con diverse realtà locali, fa parte di una serie di presentazioni del volume che vede le auliche firme, oltre che del Cardinale Burke, anche dei Cardinali Brandmüller, Caffarra, De Paolis, Müller, di Monsignor Vasil’, dei professori Mankowski, Rist e Dodaro, Presidente dell’Istituto Patristico Augustinianum di Roma. Il libro, già tradotto in francese, inglese, spagnolo e tedesco, sta per uscire anche in croato, ungherese, polacco, portoghese, slovacco. Dunque l’opera, che ha una diffusione universale, è diventata un punto di riferimento. Nella sua magistrale e illuminante conferenza, il Cardinale Burke ha spiegato che questo volume è la risposta efficace alle tesi del Cardinale Kasper.
 
Invocando una certa interpretazione dei Padri della Chiesa e la prassi delle Chiese Ortodossse di ammettere i fedeli divorziati ad un secondo matrimonio, il Cardinale tedesco propone l’abbandono della prassi ecclesiale perenne, fondata sulle parole del Signore nel Vangelo e confermata da san Paolo, ciò sovvertirebbe la dottrina dell’indissolubilità del matrimonio, «che ha una fonte incontrovertibile nelle parole di Gesù». Secondo Kasper, che auspica di poter dare la Comunione ai risposati (civilmente) divorziati (adulteri), il cambiamento sarebbe necessario al fine di «dimostrare più misericordia verso le persone che si trovano in una situazione irregolare».
 
Egli ha presentato in vari luoghi e attraverso diverse interviste mediatiche le proprie tesi, pertanto la discussione sulle proposte eversive si è allargata alle persone che coabitano senza matrimonio e le persone che vivono una relazione omosessuale. Era perciò necessario ed urgente dare una risposta ampia e seria con un saggio a più mani ed ecco che è nato Permanere nella verità di Cristo, libro che ogni cattolico non solo dovrebbe limitarsi a leggere, ma anche studiare.
 
Il Cardinale Burke ha sapientemente ricordato che la Chiesa è una realtà organica, è il Corpo mistico di Cristo, che vive della stessa dottrina, degli stessi Sacramenti e della stessa disciplina dal tempo degli Apostoli, ovvero dall’istituzione degli Apostoli da parte di Gesù «quali primi Vescovi della Chiesa insieme con Pietro, il loro capo, principio della loro unità e dell’unità di tutta la Chiesa. In una tale realtà organica, non c’è posto per rivoluzione senza il danno più gravissimo all’organismo». Il compendio in questione non è polemico «anche se dimostra che la tesi del Cardinale Kasper resta su un’interpretazione falsa del Concilio di Nicea e fa un uso inaccurato dei Padri della Chiesa», inaccurato e pretestuoso nel tentativo di portare la Chiesa a contraddire se stessa.
 
Con grande serenità e scientificità il testo, con più saggi, illustra la bellezza della verità del matrimonio «come è stata osservata lungo i secoli cristiani, anche in presenza della pressione di chi voleva intaccare in qualche modo questa verità per permettere una prassi contraria», come sta accadendo nuovamente. La finalità della misericordia a cui tendono le considerazioni di Kasper è foriera di un pericoloso atteggiamento, quello che asseconda il sentimentalismo «che, mentre sembra essere compassionevole, è profondamente nocivo per la sua mancanza di rispetto per l’oggettiva situazione della persona. Tale sentimentalismo blocca l’incontro con Cristo da parte della persona in situazione di peccato.
 
Il sentimentalismo vede la verità di Cristo come qualcosa di lesivo della persona e così non pronuncia tale verità che è l’unica via per la persona di uscire, a suo tempo, dal peccato»; contemporaneamente, il sentimentalismo, vera e propria tentazione che allontana dalla verità oggettiva, non rispecchia le profonde conseguenze dello stato irregolare della persona sugli altri: «Concentrandosi esclusivamente alla situazione dolorosa dell’individuo, non vediamo la realtà nella sua integrità e procuriamo ingiustizia non solo all’individuo ma agli altri che sono legati a lui». Nell’evento Sinodo la discussione sul matrimonio e sulla famiglia è presentata in termini di evangelizzazione e di misericordia: Papa Francesco, che ha recentemente annunciato l’apertura di un Giubileo straordinario sulla misericordia (8 dicembre 2015 – 20 novembre 2016), si appella frequentemente ad una Chiesa attenta alle «periferie» e certamente il disagio familiare e gli attacchi alla famiglia sono dimensioni che rientrano nell’alveo delle «periferie».
 
La Chiesa può soccorrere la famiglia proprio con il Sinodo, suggerendo i modi necessari per essere fedeli alla verità insegnata dal Vangelo e dalla Tradizione sempre viva della Chiesa, dando «attenzione speciale alla santità del matrimonio, alla fedeltà, all’indissolubilità e alla procreatività dell’unione matrimoniale». Gli applausi hanno riempito il Centro congressi del Palace Hotel Agorà quando il prelato ha dichiarato con dispiacere: «Perfino nella Chiesa, ci sono quelli che oscurano la verità sull’indissolubilità del matrimonio nel nome della misericordia, che accettano la violazione della unione coniugale nel nome della comprensione pastorale e che, nel nome della tolleranza, rimangono zitti di fronte all’attacco sull’essenza del matrimonio quale unione di un uomo e una donna».
 
L’attuale Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, che è stato per molti anni alla Segnatura Apostolica, prima quale Difensore del Vincolo (dal 1989 al 1995) e poi come Prefetto (dal 2008 al 2014), invita alla testimonianza limpida e coraggiosa: «Dobbiamo essere pronti a soffrire, come i nostri confratelli cristiani hanno sofferto lungo i secoli, per onorare e promuovere il Santo Matrimonio», prendendo come «nostri modelli San Giovanni Battista, San Giovanni Fisher, San Tommaso More e tanti altri che hanno dato la loro vita nella testimonianza integra a Cristo e alla Sua parola.
 
Di fronte alla confusione e all’errore sul Santo Matrimonio, che Satana sta diffondendo così ampiamente nella nostra cultura, seguiamo il loro esempio e invochiamo l’aiuto della loro intercessione, cosicché il grande dono dell’amore e della vita coniugale siano sempre più onorati e promossi nella Chiesa e nella società». Il Cardinale Burke ha poi invitato i presenti, ristorati dalle sue parole piene di misericordia per la verità matrimoniale offesa e oltraggiata, a partecipare ampiamente alla quinta edizione della Marcia per la Vita del 10 maggio 2015, alla quale, anche quest’anno, Sua Eminenza prenderà parte per dire no all’aborto-morte e sì al concepimento-vita.

sexta-feira, 6 de março de 2015

Cardeal Burke: Agora eu digo às pessoas que, se elas estão se sentindo confusas por causa do método de ensino do Papa Francisco, o importante é nos voltarmos para o catecismo e para aquilo que a Igreja sempre ensinou

Entrevista do Cardeal Burke ao Rorate-Caeli.

Por Rorate-Caeli | Tradução: Fratres in Unum.com – Na semana passada, Rorate caeli entrevistou o Cardeal Raymond Burke por telefone a respeito de diversos temas. Nada ficou fora de discussão nessa entrevista, e Sua Eminência foi incrivelmente generoso com o tempo dele. Ele mostrou-se brilhante e ainda muito humilde. Temos que reconhecer e apreciar seu cuidado e preocupação para com os católicos tradicionais.
Nesta entrevista abrangente, Sua Eminência falou sobre tópicos extraídas de notícias, como, por exemplo: Autoridades do Vaticano que ameaçam processar blogueiros; mais sacerdotes que se submetem à sua autoridade, o desmantelamento dos Franciscanos da Imaculada; e como os católicos tradicionais podem salvar suas almas neste mundo moderno — e obter para seus filhos os sacramentos no rito tradicional em face dos bispos dissidentes; o celibato sacerdotal; a confusão diária do Papa Francisco; e muito, muito mais.

AUTORIDADES DO VATICANO AMEAÇAM PROCESSAR BLOGUEIROS
Rorate Caeli: Eminência, muito obrigado por ter aceitado nos conceder esta entrevista. Como o blog internacional mais lido por católicos tradicionais, acreditamos que esta entrevista dará muita esperança aos nossos leitores, assim como aos católicos de mentalidade tradicional em todo o mundo. A nossa primeira pergunta é a seguinte: Recentemente, os católicos tradicionais ficaram atordoados com a notícia de que dois funcionários do Vaticano ameaçaram processar blogueiros e jornalistas tradicionais católicos. O senhor concorda com essa abordagem, e o senhor acha que devemos estar preparados para ver essa atitude com mais frequência no futuro?
Cardeal Burke: A não ser que o blogueiro tenha difamado o bom nome de alguém de maneira injusta, certamente, não acho que esse seja o modo como nós, católicos, devemos lidar com essas questões. Creio que devem ser feitos contatos. Presumo que o blogueiro católico tenha agido de boa fé, e se houver alguém na hierarquia que esteja chateado com ele, a maneira de lidar com esse assunto seria, em primeiro lugar, abordar a pessoa diretamente e tentar resolver o problema dessa forma. No Evangelho de São Paulo aos Coríntios, Nosso Senhor nos orienta a não levarmos nossas contendas à esfera civil e diz que devemos ser capazes, como católicos, de resolver essas questões entre nós. (cf. Mt. 18:15; 1 Cor. 6:1-6)
CONFUSÃO VINDA DO PAPA FRANCISCO
Rorate Caeli: Após oito anos sob o Papa Bento XVI, o clero, os leigos e até mesmo a mídia se habituaram à clareza. Com tanta confusão gerada a partir das declarações diárias do Papa Francisco, confusão vinda do Sínodo, etc., será que não seria melhor nos concentrarmos mais em nível local e paroquial e na Tradição da Igreja, em vez de buscarmos orientação específica de Roma em questões atuais?
Cardeal Burke: Sim, penso que, de fato, o Papa Francisco tenha dado essa indicação. Por exemplo, em sua Exortação Apostólica, Evangelii Gaudium, ele diz que não a considera um ensinamento magisterial. (Cf. 16) Com alguém como o Papa Bento XVI, tínhamos um mestre, que nos dava catequese extensa sobre vários temas. Agora eu digo às pessoas que, se elas estão se sentindo confusas por causa do método de ensino do Papa Francisco, o importante é nos voltarmos para o catecismo e para aquilo que a Igreja sempre ensinou, e ensinar essas coisas, promovendo-as em nível paroquial, a começar pela família. Não podemos perder a nossa energia nos sentindo frustrados com uma coisa que achamos que deveríamos estar recebendo e não estamos. Em vez disso, sabemos com certeza o que a Igreja sempre ensinou, e precisamos nos basear nesse ensinamento e concentrarmos nossa atenção nele.LER...

Il card. Burke in Emilia, Piemonte e Veneto con il CNSP


Il card. Burke in Emilia, Piemonte e Veneto con il CNSP

burkeSua Eminenza Reverendissima il Signor CardinaleRaymond Leo Burke sarà in Emilia Romagna, Piemonte e Veneto dal 12 al 15 marzo prossimi per un breve ciclo di conferenze dedicate alla presentazione del volume “Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica”, che raccoglie scritti dei Cardinali Brandmüller, Müller, Caffarra, De Paolis, di mons. Vasil’, dei professori Mankowski, Rist, Dodaro, e dello stesso Cardinal Burke.
Le conferenze, promosse dal CNSP – Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum, e organizzate in collaborazione con diverse realtà locali, si terranno a Piacenza, Biella e Verona, secondo il seguente programma:
  • 12 marzo 2015, h. 17,30: Piacenza, Sala “Panini” della Banca di Piacenza, Palazzo Galli, via Mazzini 14;
  • 13 marzo 2015, h. 18,00Biella, Sala Conferenze Agorà Palace via Lamarmora 13A, in collaborazione con Federvita Piemonte e Valle d’Aosta, Gruppo Vita e Famiglia Biella e Movimento per la Vita Biella;
  • 14 marzo 2015, h. 17,00Verona, Biblioteca Capitolare, piazza Duomo 19, in collaborazione con Una Voce Verona, Sezione San Pietro Martire.
A coronamento dell’iniziativa, sabato 14 marzo 2015, alle h. 10,30, a Verona, presso la Rettoria di Santa Toscana, Piazzetta XVI Ottobre, 27 (Porta Vescovo), e domenica 15 marzo 2015, alle h. 11,15, a Piacenza, presso la Chiesa di San Giorgio in Sopramuro, via Sopramuro 63, Sua Eminenza celebrerà la S. Messa nella forma straordinaria del Rito Romano. Le celebrazioni del sacro rito sono state promosse dal CNSP in collaborazione con Una Voce Verona, Sezione San Pietro Martire, e con la Confraternita della Beata Vergine del Suffragio di Piacenza.
Nei prossimi mesi, è prevista l’organizzazione, a cura del CNSP, di un ulteriore ciclo di conferenze in Puglia ed a Trieste. Il relativo programma verrà comunicato in seguito.
Il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum ringrazia con profonda, filiale gratitudine S. E. Rev.ma il Cardinal Burke per aver aderito con generosa disponibilità all’iniziativa, che si inserisce nelle attività promosse dal CNSP all’insegna del principio “Lex orandi, lex credendi”.
Un cordiale ringraziamento va anche ai Coetus Fidelium ed agli altri organizzatori locali, senza la cui fattiva e determinante collaborazione l’iniziativa non avrebbe potuto realizzarsi

segunda-feira, 2 de março de 2015

Intervista del Cardinal Burke da Rorate Caeli

Intervista del Cardinal Burke da Rorate Caeli

Nostra traduzione della recente intervista rilasciata telefonicamente dal Card. Raymond Leo Burke a Rorate Caeli [qui], nella quale con grande generosità egli si è pronunciato col suo stile chiaro limpido ed essenziale sui temi più caldi del momento.
Funzionari vaticani che minacciano di denunciare i blogger

Rorate: Eminenza, la ringraziamo molto per aver accettato questa intervista. Come blog internazionale più letto dai cattolici tradizionali, pensiamo che ciò infonderà molta speranza sia ai nostri lettori che ai cattolici di ispirazione tradizionale sparsi ovunque.
Come nostra prima domanda: Il mondo tradizionale, di recente, è rimasto stordito dalla notizia che due funzionari del Vaticano hanno minacciato di citare in giudizio i blogger e giornalisti cattolici di ispirazione tradizionale. È d'accordo con questo approccio, e pensa che dovremmo aspettarci di vederne di più in futuro?

Burke:  A meno che il blogger non abbia calunniato ingiustamente il buon nome di qualcuno, io certo non credo che questo sia il modo in cui dovremmo affrontare questioni del genere come cattolici. Penso che ci dovrebbe essere un contatto. Presumo che il blogger cattolico sia in buona fede e, se c'è qualcuno nella gerarchia che ha problemi con lui, il miglior modo di affrontar la cosa dovrebbe essere in primo luogo rivolgersi direttamente alla persona e cercare di risolvere così la questione. Nostro Signore nel Vangelo e San Paolo nella sua prima lettera ai Corinzi ci istruisce di non ricorrere ai tribunali. Dovremmo essere in grado, come cattolici, di risolvere tali questioni tra noi. (Cfr Mt 18:15; 1 Cor. 6: 1-6)

Confusione da parte di papa Francesco

Dopo otto anni di pontificato di Papa Benedetto XVI, il clero, i laici, anche i media erano abituati alla chiarezza. Con tanta confusione derivante dalle dichiarazioni quotidiane di Papa Francesco, confusione dal Sinodo, ecc. è meglio concentrarsi maggiormente a livello locale e parrocchiale e sulla tradizione della Chiesa, piuttosto che alla ricerca di una guida specifica da Roma sui temi del momento?

Sì, penso che, di fatto, lo stesso papa Francesco ha dato tale indicazione. Per esempio nella sua Esortazione Apostolica, Evangelii Gaudium, dice che non la ritiene un insegnamento magisteriale (N. 16). Mentre con Papa Benedetto XVI abbiamo avuto un maestro che ci dava catechesi estese su molteplici argomenti. Ora dico alla gente che, se ci si trova a vivere una certa confusione a causa del metodo di insegnamento di Papa Francesco, la cosa importante è rapportarlo al catechismo e a ciò che la Chiesa ha sempre insegnato, e insegnarlo, perché si diffonda  a livello parrocchiale, a partire dalla famiglia. Non possiamo disperdere le nostre energie nella frustrazione per qualcosa che pensiamo di dover ricevere e ciò non accade. Invece, sappiamo per certo ciò che la Chiesa ha sempre insegnato, e abbiamo bisogno di fare affidamento su questo e di concentrare la nostra attenzione su questo.

Comunione per gli adulteri e attacco alla Dottrina

Parlando di questo insegnamento e di ciò che ascoltiamo, recentemente ha fatto scalpore la sua dichiarazione che si opporrà a qualsiasi insegnamento eterodosso sul matrimonio e, su un'altra domanda, sul fatto che i cattolici dovrebbero reagire. Quale dovrebbe essere la risposta dei fedeli cattolici, se ci fosse un cambiamento nella disciplina sulla Santa Comunione per gli adulteri divorziati risposati?

Stavo rispondendo ad una domanda ipotetica. Alcune persone hanno cercato di interpretarlo come un attacco contro Papa Francesco; il che non era assolutamente vero. Mi è stata posta una domanda ipotetica, e ho semplicemente detto: "Nessuna autorità ci può comandare di agire contro la verità, e, allo stesso tempo, quando la verità è sotto ogni tipo di minaccia, dobbiamo lottare per essa". Questo è quello che intendevo dire. E quando mi è stata posta l'altra domanda ipotetica: "E se questo progetto andasse fino in fondo?" Io ho risposto: "Beh, io semplicemente devo resistere. Questo è il mio dovere".

Come può reagire un fedele cattolico? A casa sua? E su un blog?

Io penso che si debba continuare a insegnare, in casa e nella vita personale, per rimanere nella verità della fede come la si conosce, e si debba anche parlarne e far conoscere al Santo Padre la profonda preoccupazione che si ha: che in realtà non si può accettare un cambiamento nella disciplina della Chiesa; il che equivarrebbe a cambiare il suo insegnamento sulla indissolubilità del matrimonio. A questo riguardo penso che sia molto importante affrontare la falsa dicotomia disegnata da alcuni che dicono: "Oh no, stiamo solo cambiando le discipline. Non stiamo toccando la dottrina della Chiesa". Ma se si modifica la disciplina della Chiesa per quanto riguarda l'accesso alla Santa Comunione da parte di coloro che vivono in adulterio, allora sicuramente si modifica la dottrina della Chiesa sull'adulterio. Se le persone possono vivere in adulterio e continuare a ricevere i sacramenti, si sta dicendo che, in alcune circostanze, l'adulterio è ammissibile ed è anche un bene. Il che è una cosa molto seria, e i cattolici devono insistere sul fatto che la disciplina della Chiesa non può essere modificata in alcun modo, perché di fatto, si indebolirebbe il nostro insegnamento su una delle verità più fondamentali, la verità sul matrimonio e la famiglia.

Vescovi dissenzienti & Summorum Pontificum

Ora veniamo a qualcosa che è nelle sue corde, Eminenza. Come possiamo mantenere la promessa e il mandato del Summorum Pontificum in questo particolare momento nella Chiesa, e quale ruolo ha il diritto canonico nel rendere la Messa tradizionale disponibile in ogni parrocchia ?

La legge si pone così com'è stata data da Papa Benedetto XVI, e non è stata modificata. Il documento per la sua attuazione è stato emesso dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Tutto questo resta valido. Tutto ciò sollecita a provvedere alla Messa tradizionale quando c'è questo desiderio in un gruppo di fedeli.

In adesione al Summorum, le famiglie i cui figli non hanno mai praticato il Novus Ordo, ma il cui Ordinario non soddisfi i mandati del Summorum concedendo loro la Confermazione tradizionale, esse devono portare i loro figli in una diocesi vicina o in una parrocchia personale come la Fraternità Sacerdotale San Pietro, FSSP, in modo da poterli cresimare nel rito tradizionale?

Esse hanno certamente il diritto di ricevere i sacramenti nel rito tradizionale in forma straordinaria. Se non possono riceverlo nella propria diocesi, allora certamente potrebbero chiedere al loro parroco una dichiarazione che il ragazzo è pronto per la cresima, perché possano riceverla in un altro luogo in cui è permesso.

Smantellamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

Come probabilmente saprà, abbiamo notizie sconfortanti e spaventose sullo smantellamento dei Frati Francescani dell'Immacolata nel corso dell'ultimo anno. Sua Eminenza ritiene che il commissario, Padre Volpi, sia stato giusto? E cosa pensa della dichiarazione di mediazione nei confronti di padre Volpi per quanto riguarda la famiglia del fondatore?

Io non dispongo di informazioni dirette su cui esprimere un giudizio sulla vicenda. Come osservatore esterno, devo dire che Padre Volpi ha messo in atto con grande rapidità azioni molto forti.
Da quanto ho letto, egli ha dovuto ammettere che non era vera l'accusa di abuso dei beni temporali dei frati dell'Immacolata da lui rivolta contro Padre Stefano Manelli, fondatore dei Frati dell'Immacolata, ed i suoi familiari. Questo è certamente un fatto molto grave. Molti frati stanno abbandonando l'ordine, e l'intera situazione andrebbe affrontata in modo da non far crollare l'ordine stesso, perché essi erano solidi, avevano molte vocazioni e un ampio apostolato. Questo è ciò che trovo preoccupante.

Viene riferito, e francamente di questo abbiamo riscontri personali, di sacerdoti FFI che dicono di essere "in fuga", "nascosti": sono parole usate dalla corrente dei FFI in accordo con p. Volpi. Ci sono anche notizie di vescovi che accettano i sacerdoti FFI che cercano rifugio nelle loro diocesi. Lei, Eminenza, incoraggerebbe altri vescovi a fare lo stesso?

Se un prete vuole lasciare la sua comunità religiosa ed è un buon prete, non c'è nulla in contrario  a che il vescovo lo accetti, penso che un buon vescovo certamente debba accettare un tale sacerdote e cercare di aiutarlo a diventare sacerdote nella sua diocesi. C'è un processo; ci vuole tempo. Il sacerdote che intende lasciare la sua comunità religiosa deve avere un vescovo accogliente. Se è in grado di accogliere un tale sacerdote, credo che il vescovo dovrebbe essere felice di farlo, perché aiuta un buon sacerdote a poter continuare ad esercitare il suo ministero sacerdotale.

Sacerdoti tradizionali cacciati da vescovi dissenzienti

Qual è il suo parere, Eminenza, quando accade che buoni sacerdoti vengono cacciati dai loro vescovi? Conosciamo molti casi, anche se non li nominiamo pubblicamente. Alcuni ora si trovano senza incarichi, e vivono grazie alle donazioni e all'aiuto di familiari e amici. Alcuni trovano necessario unirsi in gruppi indipendenti. Qual è il consiglio di Vostra Eminenza a quei sacerdoti che semplicemente vogliono vivere, predicare e celebrare la Messa, come tutti i sacerdoti facevano prima del Concilio?

Vorrei semplicemente spingerli a cercare un vescovo che li accolga e cerchi di aiutarli, se può, o se non li può aiutare direttamente lui stesso, li aiuti a trovare un altro vescovo che consenta loro di condurre una buona vita sacerdotale. Questo è tutto ciò che si può fare. Ovviamente, c'è anche il ricorso alla Congregazione per il Clero. Se il sacerdote è consapevole di essere trattato ingiustamente, può chiedere alla Congregazione per il Clero di intervenire.

Ci risulta che, la soluzione del problema che abbiamo appena discusso possa trovarsi in una Amministrazione Apostolica per sacerdoti  e religiosi tradizionali in preparazione, al fine di risolvere molti di questi problemi nel senso di permettere loro di vivere la propria vocazione rigorosamente secondo il Summorum Pontificum. Sua Eminenza può commentare circa questo processo sul futuro concretizzarsi di una Amministrazione Apostolica?

Una cosa del genere è possibile. Io non sono a conoscenza di tutto quanto stia procedendo al riguardo. Forse è così ma io non ne ho sentito parlare. Certo che è una possibilità e sarebbe un modo per aiutare questi sacerdoti e i fedeli che sono uniti a loro a rimanere in comunione con la Chiesa.

Più sacerdoti sotto l'autorità del cardinale Burke

Ora, Eminenza, lei può avere una preclusione su questa questione, ma il Sovrano Militare Ordine di Malta potrebbe teoricamente essere in grado di funzionare come una Amministrazione Apostolica, offrendo possibilità a sacerdoti e religiosi tradizionali?

Ebbene, il Sovrano Militare Ordine di Malta, i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, ha sacerdoti incardinati. Ma come un ordine militare sovrano, non come Amministrazione Apostolica. L'Ordine ha un Prelato, nominato dal Santo Padre, che partecipa al governo dell'Ordine. Egli è chiaramente il legittimo superiore di eventuali sacerdoti incardinati nell'Ordine. In questo momento, stiamo studiando tutta la situazione perché abbiamo richieste da parte di altri sacerdoti che desiderano essere incardinati nell'Ordine. Ma certamente è successo in passato, e non c'è motivo per cui non possa continuare ad accadere, non in virtù della creazione di una Amministrazione Apostolica, ma in virtù della natura dell'Ordine.

Celibato sacerdotale

Intendevamo farle questa domanda mesi fa, quando abbiamo iniziato a preparare le domande dell'intervista, e poi ci è segnalato che il Papa proprio ieri ha detto che la questione dei preti sposati è "nella sua agenda". Il celibato sacerdotale per i sacerdoti occidentali è gravemente minacciato sotto questo pontificato?

Sarebbe un fatto molto grave, perché ha a che fare con l'esempio di Cristo stesso, e la Chiesa ha sempre fatto tesoro nei suoi sacerdoti della sequela sull'esempio di Cristo, anche nel Suo celibato. Ho sentito quanto segnalato, ma non sono stato in grado di verificare. Sarebbe, ovviamente, una questione molto seria. La questione è stata già affrontata da un sinodo mondiale dei vescovi alla fine degli anni '60, e in quel Sinodo c'è stata una solida riaffermazione della dottrina della Chiesa sul celibato dei sacerdoti. Non va fatto riferimento ad esso come ad una disciplina, perché ha a che fare con ciò che fin dai primi secoli della Chiesa è stato inteso più adatto per i suoi sacerdoti. È qualcosa di più di una disciplina, e quindi mi pare molto difficile immaginare che ci possa essere un cambiamento su questo.

Incoraggiamento per i cattolici tradizionali

Quali parole di incoraggiamento può dare sua Eminenza ai cattolici tradizionali che stanno lottando per salvare le loro anime e le anime dei loro figli in questo mondo moderno e senza, a volte sembra, alcun aiuto da Roma?

Mi capita spesso di dire a coloro che mi scrivono per esprimere tale scoramento o chiedono una indicazione in quella che appare una situazione molto travagliata, che quando, in momenti come questo, sembra che ci sia una certa confusione nel governo della Chiesa, allora dobbiamo, più che mai, radicarci nell'insegnamento costante della Chiesa e fare di tutto per porgerlo ai nostri figli e per rafforzarne la comprensione nelle nostre parrocchie e nelle nostre famiglie. E nostro Signore ci ha rassicurati. Non ci ha detto che non ci sarebbero stati attacchi alla Chiesa, anche dall'interno, ma ci ha assicurato che le porte dell'inferno non prevarranno mai sulla Chiesa. In altre parole, Satana, con i suoi inganni, alla fine non potrà mai prevalere sulla Chiesa. Dobbiamo avere questa fiducia in noi e procedere con grande gioia e grande determinazione, nell'insegnare la fede, o nel testimoniare con le opere alle anime che non comprendono la fede o che non sono ancora diventate membri della Chiesa. Sappiamo che le porte dell'inferno non prevarranno, ma nel frattempo, la nostra è la Via Crucis. E quando dobbiamo soffrire per amore di ciò che crediamo, ciò che sappiamo essere vero, possiamo abbracciare la sofferenza conoscendo il risultato finale: cioè, che Cristo è il Vincitore. Egli è colui che vince alla fine tutte le forze del male nel mondo e restituisce al Padre noi e il nostro mondo. Questo è il modo in cui cerco di incoraggiare i fedeli cattolici. Penso che sia importante, inoltre, che i cattolici devoti tradizionali si conoscano e si sostengano l'un l'altro, per portare i pesi gli uni degli altri, come dice la Scrittura. Dobbiamo essere pronti a farlo ed essere sensibili verso le famiglie che potrebbero trovarsi in qualche particolare difficoltà in questo senso, e cercare di essere il più vicini l'uno all'altro come possibile.

Vaticano terzo?

Grazie. Abbiamo solo un paio di domande. Ci sono alcune notizie in ordine sparso, ma da fonti credibili, che Francesco pensi di indire un Terzo Concilio Vaticano. Eminenza ha sentito nulla di tutto questo?

No, per niente.

Processo alla scelta dei vescovi

Le nomine Episcopali negli Stati Uniti con Benedetto XVI sono state, mediamente, orientate verso i conservatori. Il che non è accaduto ovunque. Da questo nasce l'evidente attuale fossato con quei sacerdoti e fedeli nella chiesa della nuova generazione che sono ampiamente conservatori, attaccati al vero catechismo, alla legge morale cattolica, a una riverente Sacra Liturgia. Sua Eminenza è favorevole ad un nuovo orientamento nella nomina dei vescovi negli Stati Uniti e altrove? Il metodo attuale per la selezione dei vescovi è buono, a suo avviso?

Penso che lo sia. Si tratta non solo di consultare altri vescovi e sacerdoti della diocesi, ma anche i fedeli laici. E c'è sempre la possibilità per i singoli membri del laicato o gruppi di fedeli laici di rendere note le loro preoccupazioni alla Congregazione per i Vescovi e al Nunzio. Penso che la cosa più importante sia che il Nunzio Apostolico sappia, quando c'è in vista la scelta di un vescovo per una diocesi, che ci sono molti cattolici fedeli che hanno esigenze particolari e che gliele esprimano.

Ruolo attuale nella Chiesa

Qual è il principale obiettivo di Sua Eminenza nell'impegno di questi giorni?

Il mio obiettivo principale è il Sovrano Militare Ordine di Malta, nell'aiutare il Gran Maestro nel governo dell'Ordine, soprattutto nella dimensione spirituale. L'Ordine ha un duplice scopo: la difesa della fede, e la cura dei poveri. Le due cose onestamente vanno molto insieme. Io lo sto aiutando con questioni circa la struttura dell'Ordine stesso, al fine di soddisfare più efficacemente questi due scopi, ma anche per affrontare le questioni che inevitabilmente sorgono in qualsiasi organizzazione cattolica per quanto riguarda la dottrina e per quanto riguarda la morale. Questo è il mio obiettivo principale. Inoltre sto spendendo tempo a studiare e scrivere su questioni importanti nella Chiesa di oggi.

Ripristino dei tradizionalisti nella Chiesa

Vede la possibilità per il futuro che i cattolici tradizionali acquistino maggiormente un ruolo di primo piano, per il restauro della Chiesa?

Penso di sì. Trovo sempre più e più famiglie cattoliche fedeli alla Messa tradizionale, e penso che quelle famiglie avranno sempre più influenza nel tempo a venire. Se quelle famiglie influenzano altre famiglie, poi, ovviamente, ci sarà uno slancio di crescita.

C'è qualcos'altro che non abbiamo toccato che Sua Eminenza vorrebbe aggiungere?

Solo incoraggiare tutti a esser fedeli alla Sacra Liturgia, che è la più alta espressione della nostra fede cattolica, la più alta espressione della nostra vita in Dio, e ad essere molto impegnati nello studio del Catechismo della Chiesa Cattolica, e nell'insegnamento della fede nelle nostre case e nelle nostre comunità locali. La Chiesa ha sofferto terribilmente per decenni di cattiva catechesi, tant'è che i fedeli, bambini, giovani e anche adulti, non conoscono la loro fede, e abbiamo bisogno di affrontare questa realtà perché le due cose vanno insieme. Quando conosciamo bene la nostra fede, allora abbiamo un forte desiderio di adorare in conformità con la nostra fede, e al tempo stesso il nostro culto ci fa desiderare di conoscere maggiormente la nostra fede. E poi, ovviamente, tutto questo viene tradotto in azione dalla carità nella nostra vita, in particolare a favore di coloro che sono più bisognosi.

Ciò induce a un'ultima domanda. Sua Eminenza ha menzionato molte volte la famiglia in casa. Era profetico Giovanni Paolo II quando ha parlato della Chiesa Domestica?

Oh, sì. Egli ha detto che la Chiesa viene a noi attraverso la famiglia, e questo è vero. Cristo stesso viene attraverso la famiglia. Egli era profetico, nel senso che ha pronunciato di nuovo ciò che la Chiesa ha capito fin dall'inizio. Quel termine, Chiesa domestica, è molto antico, ed è stato ripetuto al Concilio Vaticano II. È una antica terminologia riguardo alla famiglia. Era profetico, nel senso che ha esposto ciò che Dio stesso ci insegna sulla famiglia.

Questo è tutto quello che abbiamo per Sua Eminenza. La ringrazio molto per il suo tempo oggi e per il suo incredibile servizio a Santa Madre Chiesa.
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[Traduzione di Chiesa e post-concilio]

fonte

sábado, 24 de janeiro de 2015

Omelia del Cardinale Raymond Leo BURKE Messa votiva Matrimonio della Vergine Sabato 10 gennaio 2015, Roma - San Nicola in Carcere

Omelia del Cardinale Raymond Leo BURKE - Messa votiva Matrimonio della Vergine - 10 gennaio 2015, Roma - San Nicola in Carcere

Traduciamo da NLM [qui], e prontamente condividiamo il testo della stupenda Omelia, pronunciata dal Cardinale Raymond Leo BURKE a Roma, Sabato 10 gennaio 2015 - Basilica di San Nicola in Carcere, dove ha celebrato il Pontificale al faldistorio che abbiamo ricordato qui.
La celebrazione era uno degli eventi nell'ambito della seconda conferenza internazionale delle Confraternite del Clero Cattolico (Roma 5 - 9 gennaio 2015), che ha visto la partecipazione dei cardinali Pell, Amato, Burke e dell’arcivescovo Di Noia.
È stata scelta la Messa votiva del matrimonio della Beata Vergine Maria con San Giuseppe perché tema della conferenza erano il matrimonio e la famiglia, e le questioni relative. (Le letture bibliche: Proverbi 8, 22-35, e Matteo 1, 18-21.)
Occasione per una magistrale e edificante chiarificazione sulla santità fontale del vincolo matrimoniale sacramentale cristiano, anch'esso Redento dal nostro Signore e Salvatore. Di cui far tesoro noi ed i pastori tutti, soprattutto quelli coinvolti nell'Assise sinodale tuttora in corso.

Omelia del Cardinale Raymond Leo BURKE
Messa votiva Matrimonio della Vergine 
Sabato 10 gennaio 2015, Roma - San Nicola in Carcere

Celebrando la Messa votiva del matrimonio della Beata Vergine Maria con San Giuseppe, contempliamo nuovamente il grande mistero dell'amore incommensurabile ed incessante di Dio per noi. Nel breve racconto del Vangelo di san Matteo, vediamo come Dio provvede che il suo Figlio unigenito sia incarnato nel seno immacolato della Vergine Maria e, allo stesso tempo, con la sua incarnazione, diventiamo parte della famiglia di Giuseppe e Maria. In altre parole, anche se San Giuseppe e la Vergine Maria si erano sposati prima del concepimento verginale di Dio-Figlio nel grembo di Maria, lo hanno fatto con pieno rispetto per la consacrazione della verginità di Maria a Dio dalla sua giovinezza, l'offerta a Dio della sua verginità consacrata. Ed ancora, San Giuseppe aveva sposato Maria con l'intenzione di onorare, nel corso del loro matrimonio, la verginità consacrata.

sábado, 17 de janeiro de 2015

Il solenne pontificale del Cardenal Burke nella Chiesa parrocchiale di Artallo (Imperia)

Il solenne pontificale di mons. Burke

Ecco le prime immagini del solenne pontificale in forma straordinaria (al trono, per graziosa concessione di S.E. mons. Oliveri, vescovo del luogo) celebrato  da S.E. l'Arcivescovo Raymond Burke, Prefetto Emerito della Segnatura Apostolica, nella Chiesa parrocchiale di Artallo (Imperia), retta dal giovane parroco don Marco Cuneo.

Si celebrava oggi la festa di S. Sebastiano Martire, patrono e titolare della parrocchia.

Molto ispirata l'omelia dell'Arcivescovo, incentrata sulla comparazione tra la sanguinosa persecuzione anticristiana che colpì il soldato romano Sebastiano, e l'incruenta ma non meno insidiosa seduzione anticristiana che viviamo in un mondo secolarizzato. Come al santo Sebastiano venne offerta un'effimera libertà dalla prigione e dalle sevizie se avesse accettato di piegarsi al mondo e adorare l'Imperatore, così la cultura dominante e i mezzi di comunicazione ci allettano con un'apparente libertà dalle costrizioni e dai comandamenti religiosi. Ma in un caso e nell'altro, quell'offerta di libertà contro Dio è in realtà un laccio di schiavitù.

L'angelico, anzi serafico coro delle Suore Francescane dell'Immacolata ha reso la funzione ancor più toccante e coinvolgente.

Un pontificale tradizionale al trono non è cosa semplice ed è, liturgicamente parlando, estremamente ricco di gesti e simboli e di significato. Eppure, a detta di tutti, esso si è svolto non solo con precisione, ma anche con esemplare naturalezza e fluidità, facendo risaltare l'importanza del Santo Sacrificio che si compiva all'altare.

Ma ecco le foto:











fonte:messainlatino.it