quinta-feira, 13 de novembro de 2014

Cardeal Burke: “Agimos como se estivéssemos criando a Igreja do nada”.


 Cardeal Burke: “Agimos como se estivéssemos criando a Igreja do nada”. Relatório preliminar do Sínodo: “Um dos documentos mais tristes de todos os tempos”.

Por Gloria.tv | Tradução: Teresa Maria Freixinho – Fratres in Unum.com: No dia 4 de novembro o Cardeal Raymond Leo Burke apresentou em Viena a edição alemã do livro “Remaining in the Truth of Christ” [Permanecendo na Verdade de Cristo], que reúne artigos de cinco cardeais. O encontro foi organizado pela “Una Voce Áustria”.

Uma gravação em vídeo da apresentação: Burke: “um dos documentos mais tristes de todos os tempos”

Em sua apresentação, o Cardeal Burke explicou que o livro é uma resposta à proposta do Cardeal Walter Kasper, que “defendeu uma mudança no ensinamento e na prática constantes da Igreja” com relação ao matrimônio. Segundo Burke, Kasper pediu diálogo, e os cinco cardeais responderam apresentando estudos verossímeis.
No Sínodo sobre a Família. o Cardeal Burke viu “o esquecimento quase completo do Magistério”: “Foi como se pela primeira vez a Igreja estivesse tratando da questão do matrimônio e ensinando a respeito dele, ao passo que, tanto em sua doutrina quanto em sua disciplina, a Igreja tem pelo matrimônio o apreço mais rico que se possa encontrar.” O cardeal mencionou a “Familiaris consortio” de João Paulo II, a “Humanae vitae” do Papa Paulo VI e a “Casti cannubii”, do Papa Pio XI.
Burke lembrou ao público que a Igreja tem 2000 anos de tradição: “Hoje em dia agimos como se estivéssemos criando a Igreja do nada.” 
Para Burke, o relatório preliminar do Sínodo foi “um dos documentos mais tristes que eu jamais poderia imaginar partir da Igreja”: “Muitos de nós estávamos horrorizados com essa ideia que foi apresentada no relatório, ou seja, de que de alguma maneira pode haver elementos bons em atos de pecado mortal. Isso é impossível.”
Além disso, o Cardeal Burke criticou uma ruptura entre a doutrina e a disciplina: “Uma das ideias mais insidiosas na apresentação do Cardeal Kasper e nas discussões do Sínodo é que: ‘Sim, nós defendemos a doutrina da Igreja com relação à indissolubilidade do matrimônio.’ Até mesmo dizendo: ‘Quem iria questionar a doutrina da indissolubilidade do matrimônio? Estamos falando sobre uma questão de disciplina.’ Em outras palavras: O matrimônio é indissolúvel, acreditamos nisso. Porém, em certos casos, quando uma pessoa está casada diante de Deus, mas o casamento falhou de uma maneira ou de outra (sem qualquer comentário sobre de quem é a culpa), mas essa pessoa, de maneira consciente e intencional,  tentou um outro matrimônio e está vivendo com alguém que não é o seu marido ou mulher, em alguns desses casos não defendemos a indissolubilidade do matrimônio. Admitimos pessoas ao sacramento da confissão e à santa comunhão.”
Essa ideia – enfatizou o Cardeal Burke – “deve ser uma negação da indissolubilidade do matrimônio”: “Quando alguém vai à confissão, por exemplo, e confessa um pecado, essa pessoa tem o firme propósito de emendar-se, caso contrário ela não poderá se confessar vailidamente. Como é que uma pessoa que está vivendo em uma união adúltera faz esse tipo de confissão – quando ele ou ela tem a intenção de permanecer nessa situação? Esses são fatos simples.”
O Cardeal expressou-se com muita clareza: “A disciplina da Igreja nunca pode ser contrária à sua doutrina.” 
“Qualquer tipo de discussão que tente dizer que Igreja pode defender o seu ensinamento sobre o matrimônio e a indissolubilidade do matrimônio e ao mesmo tempo negue essa verdade em sua prática – que simplesmente não é católica –, não vai dar bom resultado. Isso é inaceitável.”
O Cardeal Burke mencionou então “um dos grandes refrãos” no Sínodo: “A cultura mudou tão radicalmente que simplesmente não podemos ensinar da maneira como fazíamos no passado.” Mas, segundo o Cardeal Burke, isso é “a falta de esperança e fé em Jesus Cristo”.
Como padre e bispo, Burke, de acordo com suas próprias palavras, encontrou-se com muitos casais que estão vivendo a verdade sobre o matrimônio, indo contra a cultura, em uma sociedade secularizada: “Porém, essa verdade está completamente esquecida. Sim, a cultura está muito corrompida. Ninguém nega isso. Mas não corremos atrás dela. Nós trazemos para a cultura aquilo que pode salvá-la.”

La rimozione di un grande Cardinale di Roberto de Mattei

La rimozione di un grande Cardinale

di Roberto de Mattei

Il Papa, in quanto supremo pastore della Chiesa universale, ha il pieno diritto di rimuovere dalla sua carica un vescovo o un cardinale, anche insigne. Celebre fu il caso del cardinale Louis Billot (1846-1931), uno dei maggiori teologi del Novecento, che il 13 settembre 1927 rimise il berretto cardinalizio nelle mani di Pio XI, con il quale era entrato in contrasto sul caso dell’Action Française, e finì la sua vita, quale semplice gesuita, nella casa del suo ordine a Galloro.
Un altro caso eclatante è quello del cardinale Josef Mindszenty, che fu rimosso da Paolo VI dalla carica di arcivescovo di Esztergom e Primate di Ungheria, per la sua opposizione alla ostpolitk vaticana. Molti vescovi inoltre, negli ultimi anni, sono stati destituiti per essere stati coinvolti in scandali finanziari o morali. Ma se nessuno può negare al Sovrano Pontefice il diritto di dimettere qualsiasi prelato, per le ragioni che ritenga più opportune, nessuno può togliere ai fedeli il diritto che essi hanno, come esseri razionali, prima ancora che come battezzati, di interrogarsi sulle ragioni di queste destituzioni, soprattutto se esse non siano esplicitamente dichiarate.
Questo spiega lo sgomento di molti cattolici di fronte alla notizia, formalmente comunicata dalla Sala Stampa vaticana l’8 novembre, del trasferimento del cardinale Raymond Leo Burke dalla sua carica di prefetto della Suprema Segnatura Apostolica a Patrono dell’Ordine di Malta. Quando infatti, come in questo caso, lo spostamento concerne un cardinale ancora relativamente giovane (66 anni) e avviene da una posto della massima importanza ad un altro puramente onorifico, senza neppure rispettare il pur discutibile principiopromoveatur ut amoveatur, ci si trova evidentemente di fronte ad una punizione pubblica. Ma in questo caso è lecito chiedersi quali sono le accuse mosse contro il prelato in questione.
Il cardinale Burke, infatti, ha svolto in modo encomiabile il ruolo di Prefetto della Suprema Segnatura Apostolica ed è stimato da tutti come un eminente canonista e un uomo di profonda vita interiore, ed è stato recentemente definito da Benedetto XVI come «un grande cardinale». Di cosa è colpevole?
Gli osservatori vaticani delle più diverse tendenze hanno risposto a questa domanda con chiarezza. Il cardinale Burke sarebbe reo di essere «troppo conservatore» e in disaccordo con Papa Francesco. Dopo la sciagurata relazione del cardinale Kasper al Concistoro straordinario del 20 febbraio 2014, il cardinale americano ha promosso la pubblicazione di un libro in cui cinque autorevoli porporati e altri studiosi esprimono le loro rispettose riserve verso la nuova linea vaticana, aperta all’ipotesi della concessione della comunione ai divorziati risposati e al riconoscimento delle unioni di fatto.
Le preoccupazioni dei cardinali sono state confermate dal Sinodo di ottobre, in cui le tesi più arrischiate, sul piano dell’ortodossia, sono state addirittura raccolte nella sintesi dei lavori che ha preceduto la relazione finale. L’unica ragione plausibile è che il Papa abbia offerto su di un piatto la testa del card. Burke al cardinale Kasper e, per lui, al cardinale Karl Lehmann, ex presidente della Conferenza episcopale tedesca. È noto a tutti, infatti, almeno in Germania, che chi ancora tira le fila del dissenso tedesco contro Roma è proprio Lehmann, antico discepolo di Karl Rahner. Il padre Ralph Wiltgen, nel suo libro Il Reno si getta nel Tevere, ha messo in luce il ruolo di Rahner nel Concilio Vaticano II, a partire dal momento in cui le conferenze episcopali svolsero un ruolo determinante.
Le conferenze episcopali erano dominate infatti dai loro periti teologici e poiché tra esse, la più potente era quella tedesca, decisivo fu il ruolo del suo principale teologo, il gesuita Karl Rahner. Padre Wiltgen lo riassume efficacemente, descrivendo la forza della lobby progressista raccolta in quella che egli chiama l’«Alleanza europea». «Poiché la posizione dei vescovi di lingua tedesca era regolarmente fatta propria dall’Alleanza europea e dato che la posizione dell’Alleanza era a sua volta generalmente adottata dal Concilio, bastava che un solo teologo facesse adottare le proprie idee dai vescovi di lingua tedesca perché il Concilio le facesse sue. Questo teologo esisteva: era il padre Karl Rahner della Compagnia di Gesù».
Cinquant’anni dopo il Vaticano II, l’ombra di Rahner aleggia ancora sulla Chiesa cattolica, esprimendosi ad esempio nelle posizioni pro-omosessuali di alcuni suoi discepoli più giovani di Lehmann e Kasper, come il cardinale arcivescovo di Monaco Reinhard Marx e l’arcivescovo di Chieti Bruno Forte.
Papa Francesco si è espresso contro le due tendenze del progressismo e del tradizionalismo, senza peraltro chiarire che cosa comprendano queste due etichette.Ma se a parole egli si distanzia dai due poli che oggi si affrontano nella Chiesa, nei fatti ogni comprensione è riservata al “progressismo”, mentre la scure si abbatte su quello che egli definisce “tradizionalismo”. La destituzione del card. Burke ha un significato esemplare analogo alla distruzione in atto dei Francescani dell’Immacolata.
Molti osservatori hanno attribuito al cardinale Braz de Aviz il progetto di dissoluzione dell’Istituto, ma oggi è a tutti evidente che papa Francesco condivide pienamente quella decisione. Non si tratta della questione della Messa tradizionale, che né il cardinale Burke né i Francescani dell’Immacolata celebrano regolarmente, ma del loro atteggiamento di inconformità alla politica ecclesiastica oggi dominante.
D’altra parte il Papa ha lungamente intrattenuto i rappresentanti dei cosiddetti “Movimenti popolari”, di orientamento ultramarxista, che si sono riuniti a Roma, dal 27 al 29 ottobre, ed ha nominato nello scorso luglio, consultore del Pontificio Consiglio per la Cultura un sacerdote apertamente eterodosso quale il padre Pablo d’Ors. C’è da chiedersi quali saranno le conseguenze di questa politica, tenendo presente due princìpi: quello filosofico dell’eterogenesi dei fini, per il quale certe azioni producono effetti contrari alle intenzioni, e quello teologico dell’azione della Provvidenza nella storia per cui, secondo le parole di san Paolo, «omnia cooperantur in bonum». (Rom. 8,28). Tutto nei disegni di Dio coopera al bene.
Il caso Burke e il caso Francescani dell’Immacolata come, su un piano diverso, il caso della Fraternità San Pio X, sono solo le spie di un malessere diffuso che fa veramente apparire la Chiesa come una barca alla deriva. Ma se anche la Fraternità San Pio X non esistesse, i Francescani dell’Immacolata fossero dissolti o “rieducati” e il cardinale Burke ridotto al silenzio, la crisi della Chiesa non cesserebbe di essere grave. Il Signore ha promesso che la Barca di Pietro non affonderà mai non grazie all’abilità del timoniere, ma per la Divina assistenza alla Chiesa, che vive si può dire tra le tempeste, senza mai lasciarsi sommergere dalle onde (Mt 8, 23-27; Mc 4, 35-41; Lc 8, 22-25).
I cattolici fedeli non sono scoraggiati: serrano le fila, volgono gli occhi al Magistero continuo e immutabile della Chiesa, che coincide con la Tradizione, cercano forza nei Sacramenti, continuano a pregare e ad agire, nella convinzione che nella storia della Chiesa, come nella vita degli uomini, il Signore interviene solo quando tutto sembra perduto. Ciò che ci viene chiesto non è una rassegnata inazione, ma una lotta fiduciosa nella certezza della vittoria.
E nei confronti del cardinale Burke, anche in vista delle nuove prove che certamente lo attendono, ci sentiamo di ripetere le parole che il prof. Plinio Corrêa de Oliveira rivolse il 10 febbraio 1974 al cardinale Mindszenty, quando «le mani più sacre della terra scossero la colonna e la gettarono al suolo spezzata. Se l’arcivescovo è caduto perdendo la sua diocesi, la figura morale del buon pastore che dà la vita per il suo gregge è cresciuta fino alle stelle».

La rimozione di un grande Cardinale di Roberto de Mattei

La rimozione di un grande Cardinale

di Roberto de Mattei

Il Papa, in quanto supremo pastore della Chiesa universale, ha il pieno diritto di rimuovere dalla sua carica un vescovo o un cardinale, anche insigne. Celebre fu il caso del cardinale Louis Billot (1846-1931), uno dei maggiori teologi del Novecento, che il 13 settembre 1927 rimise il berretto cardinalizio nelle mani di Pio XI, con il quale era entrato in contrasto sul caso dell’Action Française, e finì la sua vita, quale semplice gesuita, nella casa del suo ordine a Galloro.
Un altro caso eclatante è quello del cardinale Josef Mindszenty, che fu rimosso da Paolo VI dalla carica di arcivescovo di Esztergom e Primate di Ungheria, per la sua opposizione alla ostpolitk vaticana. Molti vescovi inoltre, negli ultimi anni, sono stati destituiti per essere stati coinvolti in scandali finanziari o morali. Ma se nessuno può negare al Sovrano Pontefice il diritto di dimettere qualsiasi prelato, per le ragioni che ritenga più opportune, nessuno può togliere ai fedeli il diritto che essi hanno, come esseri razionali, prima ancora che come battezzati, di interrogarsi sulle ragioni di queste destituzioni, soprattutto se esse non siano esplicitamente dichiarate.
Questo spiega lo sgomento di molti cattolici di fronte alla notizia, formalmente comunicata dalla Sala Stampa vaticana l’8 novembre, del trasferimento del cardinale Raymond Leo Burke dalla sua carica di prefetto della Suprema Segnatura Apostolica a Patrono dell’Ordine di Malta. Quando infatti, come in questo caso, lo spostamento concerne un cardinale ancora relativamente giovane (66 anni) e avviene da una posto della massima importanza ad un altro puramente onorifico, senza neppure rispettare il pur discutibile principiopromoveatur ut amoveatur, ci si trova evidentemente di fronte ad una punizione pubblica. Ma in questo caso è lecito chiedersi quali sono le accuse mosse contro il prelato in questione.
Il cardinale Burke, infatti, ha svolto in modo encomiabile il ruolo di Prefetto della Suprema Segnatura Apostolica ed è stimato da tutti come un eminente canonista e un uomo di profonda vita interiore, ed è stato recentemente definito da Benedetto XVI come «un grande cardinale». Di cosa è colpevole?
Gli osservatori vaticani delle più diverse tendenze hanno risposto a questa domanda con chiarezza. Il cardinale Burke sarebbe reo di essere «troppo conservatore» e in disaccordo con Papa Francesco. Dopo la sciagurata relazione del cardinale Kasper al Concistoro straordinario del 20 febbraio 2014, il cardinale americano ha promosso la pubblicazione di un libro in cui cinque autorevoli porporati e altri studiosi esprimono le loro rispettose riserve verso la nuova linea vaticana, aperta all’ipotesi della concessione della comunione ai divorziati risposati e al riconoscimento delle unioni di fatto.
Le preoccupazioni dei cardinali sono state confermate dal Sinodo di ottobre, in cui le tesi più arrischiate, sul piano dell’ortodossia, sono state addirittura raccolte nella sintesi dei lavori che ha preceduto la relazione finale. L’unica ragione plausibile è che il Papa abbia offerto su di un piatto la testa del card. Burke al cardinale Kasper e, per lui, al cardinale Karl Lehmann, ex presidente della Conferenza episcopale tedesca. È noto a tutti, infatti, almeno in Germania, che chi ancora tira le fila del dissenso tedesco contro Roma è proprio Lehmann, antico discepolo di Karl Rahner. Il padre Ralph Wiltgen, nel suo libro Il Reno si getta nel Tevere, ha messo in luce il ruolo di Rahner nel Concilio Vaticano II, a partire dal momento in cui le conferenze episcopali svolsero un ruolo determinante.
Le conferenze episcopali erano dominate infatti dai loro periti teologici e poiché tra esse, la più potente era quella tedesca, decisivo fu il ruolo del suo principale teologo, il gesuita Karl Rahner. Padre Wiltgen lo riassume efficacemente, descrivendo la forza della lobby progressista raccolta in quella che egli chiama l’«Alleanza europea». «Poiché la posizione dei vescovi di lingua tedesca era regolarmente fatta propria dall’Alleanza europea e dato che la posizione dell’Alleanza era a sua volta generalmente adottata dal Concilio, bastava che un solo teologo facesse adottare le proprie idee dai vescovi di lingua tedesca perché il Concilio le facesse sue. Questo teologo esisteva: era il padre Karl Rahner della Compagnia di Gesù».
Cinquant’anni dopo il Vaticano II, l’ombra di Rahner aleggia ancora sulla Chiesa cattolica, esprimendosi ad esempio nelle posizioni pro-omosessuali di alcuni suoi discepoli più giovani di Lehmann e Kasper, come il cardinale arcivescovo di Monaco Reinhard Marx e l’arcivescovo di Chieti Bruno Forte.
Papa Francesco si è espresso contro le due tendenze del progressismo e del tradizionalismo, senza peraltro chiarire che cosa comprendano queste due etichette.Ma se a parole egli si distanzia dai due poli che oggi si affrontano nella Chiesa, nei fatti ogni comprensione è riservata al “progressismo”, mentre la scure si abbatte su quello che egli definisce “tradizionalismo”. La destituzione del card. Burke ha un significato esemplare analogo alla distruzione in atto dei Francescani dell’Immacolata.
Molti osservatori hanno attribuito al cardinale Braz de Aviz il progetto di dissoluzione dell’Istituto, ma oggi è a tutti evidente che papa Francesco condivide pienamente quella decisione. Non si tratta della questione della Messa tradizionale, che né il cardinale Burke né i Francescani dell’Immacolata celebrano regolarmente, ma del loro atteggiamento di inconformità alla politica ecclesiastica oggi dominante.
D’altra parte il Papa ha lungamente intrattenuto i rappresentanti dei cosiddetti “Movimenti popolari”, di orientamento ultramarxista, che si sono riuniti a Roma, dal 27 al 29 ottobre, ed ha nominato nello scorso luglio, consultore del Pontificio Consiglio per la Cultura un sacerdote apertamente eterodosso quale il padre Pablo d’Ors. C’è da chiedersi quali saranno le conseguenze di questa politica, tenendo presente due princìpi: quello filosofico dell’eterogenesi dei fini, per il quale certe azioni producono effetti contrari alle intenzioni, e quello teologico dell’azione della Provvidenza nella storia per cui, secondo le parole di san Paolo, «omnia cooperantur in bonum». (Rom. 8,28). Tutto nei disegni di Dio coopera al bene.
Il caso Burke e il caso Francescani dell’Immacolata come, su un piano diverso, il caso della Fraternità San Pio X, sono solo le spie di un malessere diffuso che fa veramente apparire la Chiesa come una barca alla deriva. Ma se anche la Fraternità San Pio X non esistesse, i Francescani dell’Immacolata fossero dissolti o “rieducati” e il cardinale Burke ridotto al silenzio, la crisi della Chiesa non cesserebbe di essere grave. Il Signore ha promesso che la Barca di Pietro non affonderà mai non grazie all’abilità del timoniere, ma per la Divina assistenza alla Chiesa, che vive si può dire tra le tempeste, senza mai lasciarsi sommergere dalle onde (Mt 8, 23-27; Mc 4, 35-41; Lc 8, 22-25).
I cattolici fedeli non sono scoraggiati: serrano le fila, volgono gli occhi al Magistero continuo e immutabile della Chiesa, che coincide con la Tradizione, cercano forza nei Sacramenti, continuano a pregare e ad agire, nella convinzione che nella storia della Chiesa, come nella vita degli uomini, il Signore interviene solo quando tutto sembra perduto. Ciò che ci viene chiesto non è una rassegnata inazione, ma una lotta fiduciosa nella certezza della vittoria.
E nei confronti del cardinale Burke, anche in vista delle nuove prove che certamente lo attendono, ci sentiamo di ripetere le parole che il prof. Plinio Corrêa de Oliveira rivolse il 10 febbraio 1974 al cardinale Mindszenty, quando «le mani più sacre della terra scossero la colonna e la gettarono al suolo spezzata. Se l’arcivescovo è caduto perdendo la sua diocesi, la figura morale del buon pastore che dà la vita per il suo gregge è cresciuta fino alle stelle».

Thank Cardinal Burke for his Vatican service

Thank Cardinal Burke for his Vatican service

25,394 Supporters About 2 Weeks Ago
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Background:
On Nov. 8, the Vatican announced that Pope Francis had removed Cardinal Raymond Burke, one of the strongest pro-life and pro-family voices in the Catholic Church, from his position as the prefect of the Vatican’s Apostolic Signatura. Cardinal Burke has instead been named patron of the Sovereign Military Order of Malta, a largely ceremonial role.
For the past 6 years, Cardinal Burke has served at the Vatican, after he was called there by Pope Benedict, heading up the highest court of the Catholic Church. 
Among Cardinal Burke’s many actions in defense of the truths of life and family has been his courageous stance in support of canon 915, which states that ministers of communion “must” refuse the Eucharist to public and “obstinate” sinners. The cardinal himself has most frequently advocated the use of this canon in the cases of pro-abortion Catholic politicians.
Most recently, he exerted his influence during the Vatican’s Synod on the Family, publicly decrying efforts by some bishops to hijack the synod to push a radical agenda, and steering the Synod towards a more orthodox conclusion.
The transfer of Cardinal Burke from his Vatican post is undoubtedly a loss to the pro-life and pro-family movement, with his role at the Vatican having helped to amplify the cardinal’s prophetic voice.
However, we are confident that the transfer will do little to silence the cardinal, and that we may look forward to years more of close collaboration with and support for the pro-life and pro-family movement.
We offer this petition to give people an opportunity to express their personal thanks to the cardinal. The names and signatures on this petition will be personally hand-delivered to Cardinal Burke in Rome. 
40,000
25,394
We need 14,606 more signatures to reach our goal!

Thank you for signing!

To: Cardinal Raymond Burke 
I would like to express my personal gratitude for your faithful service these past years as prefect of the Apostolic Signatura. In particular, I wish to thank you for being a strong and uncompromising voice in defense of the truths of life and the family.
Though I, and countless fellow Catholics and pro-life and pro-family advocates, will miss your voice and presence at the Vatican, I know that a transfer of position will do nothing to dissuade you from courageously proclaiming the truths of the Gospel of Life.
You have inspired me to stand up for the truth in charity despite all costs. I pledge myself to be a voice like yours - a voice of truth in season and out of season.
I offer you my heartfelt prayers and well wishes as you go through this period of transition. May God bless you. 
Sincerely,
[Your name]

ACTION ITEM! Online Support for Card. Burke! – UPDATE

ACTION ITEM! Online Support for Card. Burke! – UPDATE

I have been watching the online petition in support of Card. Burke as a “Thank you!” for his service.
It’s time to really fire this up.  This is an ACTION ITEM!

HERE

As of now there are 20018 signers.  Let’s see if we can’t blow that number out of the water!
I know you readers and Zed-Heads can do it.   Let’s hit their 25K goal first.  Then we’ll see if we can’t raise the bar!
Here’s a screenshot of the number, on left side of the page after you click.
TELL YOUR FRIENDS RIGHT NOW.
CLICK
UPDATE 12 Nov:
As they close in on 25K, they have moved the goal posts to 40K.
CLICK

quarta-feira, 12 de novembro de 2014

Cardinal Burke: ‘I’m Praying Very Fervently That This Coming Year This Confusion Will Stop’ (Video)

Cardinal Burke: ‘I’m Praying Very Fervently That This Coming Year This Confusion Will Stop’ (Video)

cardinal burke 1

Cardinal Burke: “A very serious responsibility to try to correct as quickly and as effectively as possible the scandal caused by the midterm report” that was published during the synod of bishops discussing the family that met in Rome earlier this month.

(CNSNews.com) – Cardinal Raymond Burke, the Prefect of the Sacred Tribunal of the Apostolic Signatura, the highest court of the Catholic Church, said in an interview withCNSNews.com recorded Friday that he sees “a very serious responsibility to try to correct as quickly and as effectively as possible the scandal caused by the midterm report” that was published during the synod of bishops discussing the family that met in Rome earlier this month.
In the interview, Burke discussed Catholic teaching on marriage, homosexuality and the rights of children.
“We have to recognize that if we don’t get it right about marriage–in other words, if we’re not faithful to the word of Christ, to the truth which Christ announced to us about marriage–in the church, I don’t know how people can trust us with regard to teaching the truth of the faith in any other matter,” Burke said.
“We’re talking here about the very foundation of the life of the church, the first cell of our life, in the marital union and the formation of the family,” he said, “and if we don’t uphold the sanctity of the marital bond we have really not only abandoned the Catholic faith but really abandoned the Christian faith in the sense that we are abandoning the natural law itself.”
At the end of the interview, Cardinal Burke said that the church needs to once again clearly proclaim its teachings on marriage and sexuality and noted that it has already produced many texts explaining these teachings.
“The church must now in this period hold up the beauty, the splendor, of this teaching for the sake of her own members that they not be confused about the truth but also for the sake of our world and the church’s call to serve the world by proclaiming the truth and by giving witness to it,” he said.
“And, so, I’m praying very fervently that this coming year that this confusion will stop and instead that there will begin to be a strong emphasis on the beauty of the truth of the church’s teaching on marriage and on human life and human sexuality,” he said.

The Removal of a Great Cardinal - his head on a plate, by Roberto de Mattei


Cardinals Raymond Burke and József Mindszenty
Corrispondenza Romana
November 12, 2014
The Pope inasmuch as he is supreme pastor of the universal Church, has full right to remove a bishop or cardinal from his office, even a distinguished one. A well-known case was the one of Cardinal Louis Billot (1846-1931). He was one of the greatest theologians of the 20th Century, who replaced his cardinal’s hat into the hands of Pius XI, with whom he had had differences regarding Action Francaise, and ended his days, as a simple Jesuit, at the house of his order in Galloro.

Another striking case is Cardinal Josef Mindszenty, who was removed by Paul VI from his office as Archbishop of Esztergom and Primate of Hungary, as a result of his opposition to the Vatican ostpolitk.

Cardeal Burke completamente fuera de servicio Se hizo efectiva su expulsión de la Curia Romana.¡Así se premia a los que defienden la Fe!




 
¡Así se premia a los que defienden la Fe!
Lo que sabíamos primero por adelantos de periodistas especializados y luego por el propio cardenal Burke se oficializó ayer:
El Santo Padre ha nombrado Patrono de la Soberana Orden Militar de Malta al Eminentísmo Cardenal Raymond Leo Burke, hasta ahora Prefecto del Supremo Tribunal de la Signatura Apostólica.

Con este último despido, Burke ha quedado relevado de todas función "ejecutiva" en la Curia Romana, ya que anteriormente había sido despedido por Francisco de sus responsabilidades como miembro de la Congregación para los Obispos; desde la cual pudo influir en la designación de los ordinarios del mundo entero.

Este triste acontecimiento ya anunciado, que según Rorate Caeli no tiene antecedentes en los tiempos modernos, va en línea con otras medidas del actual pontificado que no puede ser visto sino en confrontación con el anterior.

Se ve que a Francisco no le interesa un Senador enamorado de la misa tradicional, que confronta claramente con el mundo rechazando la agenda de homosexualidad, adulterio y aborto que éste quiere imponerle a la Iglesia, y que no tiene pelos en la lengua para decir la verdad, por más políticamente incorrecta que sea.

Es decir, si no conociéramos a Bergoglio ni lo que está haciendo, la expulsión de Burke sería suficiente para saber su programa de gobierno.

Hay quien cree que, además de todo lo que el cardenal, representa y que viene a ser condenado implícitamente con su despido, su alejamiento posibilitará la política de "divorcio express" que se anuncia desde Roma. No lo vemos firmando nulidades a destajo si es que eas fuera la intención que se tiene.

Hace poco, durante la entrevista en la que anunció su retiro y que también publicamos en este Blog, se le preguntó a Burke si creía que su despido guardaba relación con su posición en el Sínodo:

BuzzFeed News: Quisiera preguntarle por los informes que indican que Ud. será removido de la Signatura. ¿Qué mensaje se está mandando con este acto? ¿Cree que lo despide por la forma directa conque ha tratado todos estos temas (se refiere a los problemas del Sínodo)?

Cardenal BurkeObviamente estoy al tanto de los rumores, pero la dificultad para contestarle reside en que aún no he recibido oficialmente la comunicación de mi traslado. Quiero decir, se me ha dicho que seré transferido a una nueva posición, pero hasta que no tenga la comunicación en mis manos es difícil para mí hablar sobre esto. No puedo comentar libremente el por qué pienso que esto vaya a pasar.

Veremos si ahora, con su expulsión confirmada, considera prudente decir qué piensa acerca de las causas.
Se va con él una de las promesas de la Iglesia. Quizá su retiro sea el mejor lugar para esperar el próximo cónclave... si hubiera.